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Sui sentieri della resistenza in Valsassina

novembre 17, 2009

partigiani

L’8 settembre, data dell’armistizio, segna anche l’inizio dell’occupazione tedesca. Già il 9 settembre sono occupate Canzo e Bellagio e due giorni dopo i tedeschi entrano nella città di Lecco.
Nel frattempo i giovani militari si organizzano e fuggono dalle loro caserme verso i Pian dei Resinelli e i Piani d’Erna portando con sé armi che serviranno alle prime organizzazioni partigiane.
120 uomini partono alla volta dei Pian dei Resinelli, 170 raggiungeranno il Pizzo d’Erna e 140 si ritroveranno al Campo de Boi, altri sul Monte Legnone e sulle pendici delle Grigne e in Val Varrone.

I primi rastrellamenti iniziano nell’ottobre 1943 e sono organizzati dai tedeschi e dai soldati della guardia nazionale repubblicana formata dopo l’8 settembre dal regime fascista.
Risale al novembre dello stesso anno la costituzione, a Lecco del Comitato di Liberazione Nazionale che è composto da comunisti ma anche da socialisti e cattolici. La funzione del CLN è quella di fornire armi, cibo e materiali ai ribelli nascosti in montagna. In città invece si formano delle squadre armate che hanno lo scopo di compiere azioni di sabotaggio delle vie di comunicazione e produzione industriale. nel giugno del 1944 si compie la prima importante azione militare partigiana che si svolge contro il presidio fascista di ballabio .
Con la fusione, avvenuta nel luglio del 1944, fra la brigata matteotti e la Brigata Rosselli, che vede la nascita della 2ª divisione garibaldi “ lombardia”, ha inizio la vera organizzazione militare della resistenza in Valsassina .

Nei mesi successivi si moltiplicano le azioni di guerriglia contro il nemico fascista e l’occupante nazista .

Alla fine di ottobre ha luogo il grande rastrellamento operato da SS tedesche e italiane e uomini della brigata nera “e. muti” con lo scopo di stroncare la presenza partigiana nel lecchese .
– 130 morti
– 500 deportati
– 700 tra baite, rifugi e case distrutte
sono il risultato del rastrellamento .
La 55ª Brigata Rosselli e’ ormai nel centro del mirino e puo’ solo scappare .
Il comando decide di entrare in Svizzera dal passo della teggiola alto ben 2526 metri , l’unica strada verso la vita .
Una vita che significa innanzitutto internamento in tre campi di prigionia elvetici: Murren, Elgg e Fischentall.