A Premana, intervista ad alcuni partigiani

premana Premana (Lc) è un piccolo paese della Valsassina. Qui vivono alcune persone che hanno combattuto nella 55ª Brigata garibaldina “Fratelli Rosselli”.

Nei loro racconti, il senso di smarrimento di ragazzi che si trovano ad avere a che fare con la guerra che toglie da mangiare e con gli occupanti tedeschi che tolgono ogni libertà.
I premanesi che abbiamo incontrato descrivono la paura della gente che, a volte, si rifiutava di aiutare i partigiani, terrorizzata dai rastrellamenti; raccontano le paure e le preoccupazioni di chi viveva in montagna lontano dagli affetti.
Abbiamo chiacchierato con loro per una mattinata.

I premanesi hanno avuto un ruolo importante nella lotta di liberazione poichè questa valle stretta e la posizione strategica del piccolo borgo hanno fatto sì che queste zone diventassero teatro di sanguinosi scontri tra i tedeschi e le formazioni partigiane.

premanesi

Partigiani a Premana

Il signor Giuliano Cedro ci ha raccontato che la sua scelta di stare con i partigiani è avvenuta all’età di diciassette anni, dopo che il padre e il fratello maggiore erano stati arrestati perchè antifascisti e portati alla prigione Sant’Agata a Bergamo. Un altro fratello era stato deportato in Germania.
A Giuliano, rimasto solo, con la casa distrutta dai tedeschi, il tenente Todeschini consigliò di unirsi alle formazioni partigiane.
Le reclute delle formazioni partigiane venivano portate alla Botella, dove ricevevano le armi. Giuliano racconta che aveva paura anche solo a tenere in mano la bomba a mano che gli avevano dato.
Cedro era il più giovane della Brigata Rosselli

Se Giuliano Cedro era solo un ragazzo, altri, come Luigi Gianola erano già adulti e rappresentavano una guida per gli altri.
Luigi Gianola fuggì dopo l’8 settembre e tornò a casa, dove lo attendeva la vita dello sbandato, che non aveva la tessera per il cibo. La gente spesso non capiva l’impegno dei partigiani, a volte per paura, a volte per ignoranza e questo provocava una frustrazione che feriva.
Il signor Luigi visse la Resistenza come comandante e questo ruolo pesava. Era a volte difficile sapere di avere la responsabilità di tanti ragazzi.
E poi l’insurrezione…Gianola ricorda l’ultimatum dato dal tenente Todeschini che a pochi giorni dal 25 aprile 1945 disse ai suoi che non era più tempo di attendere, ognuno doveva schierarsi e decidere se stare con i partigiani, fino alla fine.
Il 24 notte siamo arrivati a Lecco.
Dopo la guerra sono state dette molte cose sui partigiani, ma Luigi Gianola ricorda che quando veniva requisita della merce dai negozi, per nutrire i giovani partigiani, veniva rilasciato ai negozianti un buono, quando la merce non poteva essere pagata e dopo la guerra tutti i debiti sono stati saldati. Lo stesso non è accaduto dall’altra parte infatti spesso i fascisti si sono macchiati di furti veri e propri, non solo di alimentari, ma anche dei pochi soldi che le famiglie riuscivano faticosamente a risparmiare, dei gioielli di famiglia, dei mobili delle modeste case…

Fermo Rizzi invece era una staffetta. Ci ha raccontato che una volta ha avuto veramente paura, perchè nel bel mezzo dei rastrellamenti del 1944 era stato incaricato di andare a portare una comunicazione. Racconta Rizzi che si dormiva per terra nelle stalle, la vita era molto dura e si mangiava solo quando si poteva. Poi di notte ci si doveva spostare oppure fare azioni come ad esempio tagliare i pali del telefono.
Rizzi racconta che i tedeschi non si sono quasi visti in queste zone e “facevano più paura i repubblichini”.

Sergio Gianola ci ha raccontato invece la storia per cui la via più importante di Lecco ha preso il nome “Corso Martiri della Liberazione”. Infatti il giorno dell’insurrezione alcuni fascisti si erano asserragliati proprio in uno dei palazzi di C.so Martiri. Accerchiati dai partigiani questi loschi figuri avevano esposto la bandiera bianca, ma nel momento in cui i partigiani si fecero avanti per andare ad arrestarli questi si misero a sparare uccidendo una decina di giovani.

Gerolamo Ambrosioni chiamato alle armi si rifiutò di combattere per la Repubblica di Salò. Non appena i fascisti si accorsero della sua assenza lo andarono a chiamare e gli intimarono di presentarsi al comando della Brigata Nera il giorno successivo.
Ma la sera dello stesso giorno lui e un suo amico fecero una finta partenza. Salutarono tutti e con l’aiuto di Don Croci andarono all’alpeggio di Ronco e poi, nel bosco, si travestirono da donne e, per vie secondarie, ritornarono in paese.

Giuseppe Bellati era il figlio del custode del Rifugio Pio XI. Una sera un premanese si avvicina a suo padre, che era un antifascista, puntandogli contro il mitra. Il Rifugio, che aveva ospitato dei partigiani fu completamente distrutto (foto sotto).

Rifugio Pio XI
Nomi di battaglia:
Giuseppe Bellati URSI
Gerolamo Ambrosioni FAUSTO
Fermo Rizzi FRANCO
Sergio Gianola ITALO

Video n. 1 dell’intervista ai partigiani di Premana: [guarda il video su Youtube]

Video n. 2 dell’intervista ai partigiani di Premana: [guarda il video su Youtube]

Advertisements

4 Risposte to “A Premana, intervista ad alcuni partigiani”

  1. Nicola Says:

    Gentilissimi,
    faccio parte di un gruppo di lavoro che ha fatto 4 interviste, 3 video e una audio, a partigiani e staffette partigiane della bassa Valtellina, appartenenti alla 55 Rosselli. Uno di loro si aggregò alla 40 Matteotti e fece la ritirata della val Codera.
    Vorremmo fare un lavoro (sito o altro, vi chiediamo info) sulla Bassa Valtellina e sulla Val Codera.
    Cerchiamo collaboratori o consiglieri per fare un lavoro inedito, dal momento che sulla Bassa Valtellina esiste solo il libro “La Resistenza più lunga” e poco altro.
    Vi ringraziamo
    Nicola Erba

    • mauro Says:

      Ciao Nicola,ho letto ed ascoltato con piacere il tuo lavoro sui partigiani della Valsassina, devo farti i complimenti.
      Io sono valtellinese di Dubino, mio padre ha vissuto in prima persona tutto questo periodo, tuttora è in piena forma,ha 85 anni, abbiamo anche raccolto diverse memorie, mi piacerebbe poter collaborare con voi.

      Contattatemi
      Scinetti Mauro Via Roma Dubino

  2. Nicola Says:

    ciao Mauro,

    io sono spesso in bassa valle perchè la mia fidanzata è originaria di Rogolo.
    Ti avverto che io ho solo messo un inserzione su questo bel sito e che noi siamo dei dilettanti ma pieni di buona volontà. Se non disturbiamo vi contatterò per telefono prossimamente, il numero di telefono è su paginebianche?

    ti ringrazio

    Nicola

  3. Isa.Lavelli Says:

    Sono contenta che attorno al mio lavoro si crei una rete di altre persone che hanno approfondito lo stesso tema.
    Buon lavoro a tutti!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...