Vera. Semplicemente

Un post tutto per lei.
Vera Ciceri.
Vera, nel penitenziario femminile di Perugia, la più severa delle tre case di pena femminili in Italia sconterà quattro anni di pena; tre le saranno condonati, sarà libera quindi nel giugno del 1941.
Dopo la dura esperienza del carcere: la Resistenza, sempre a fianco del suo compagno di vita e di lotte Gaetano.

Giancarla Pessina, Presidente ANPI Lecco, la ricorda con affetto sia come amica, la “zia Vera” che come politico.
Particolarmente emozionante mi è sempre sembrato il racconto che Vera fa del suo incontro con Gaetano, rilasciato alcuni anni dopo di lei.

Cercavo di raccogliere qualcosa per il suo ritorno, e mi davo da fare anche per trovare un buco dove andare ad abitare. Arrivo alla stazione la sera col sacchetto della farina in mano, scendo dal treno e sento una voce dietro che dice: “Signora, vuole che l’aiuti?”. M’è caduto il sacchetto di mano, avevo riconosciuto la sua voce. Mi volto e me lo vedo davanti, ancora vestito da carcerato, senza matricola, ma con l’abito a strisce che gli avevano fatto in carcere, e calzava un paio di zoccoli.

Leggi alcune sue riflessioni su quegli anni [see google doc]

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