Vittoria Bottani: finire in galera per un ideale

Vittoria nacque a Milano ma operò nella zona di Missaglia. Per la sua attività patriottica dovette scontare un lungo periodo in carcere, a San Vittore dove restò fino alla liberazione.
Della Resistenza al femminile si parla poco purtroppo, in questo blog invece una vera e propria sezione è dedicata al contributo delle donne alla lotta di liberazione.
Vittoria si esponeva quotidianamente al rischio di essere arrestata perchè a Missaglia c’era la sede della Brigata Nera, presso la casa dei Moneta a Caglio. Il comandante era Emilio Formigoni. I fascisti, e Vittoria lo ricorda molto bene, erano degli arroganti arraffoni. “Per arredare la loro sede hanno preso oggetti da tante case, da noi hanno portato via persino lo spargisale, il macinino del caffè, il portastuzzicadenti. Non solo i piatti, le posate e alcuni oggetti d’argento di valore che avevamo e che non ho mai più rivisto, nonostante ci avessero lasciato la lista delle cose prelevate”.
Poi un giorno l’arresto.
L’esperienza in carcere è stata durissima: prima di iniziare a mangiare le detenute dovevano rimuovere dalla superficie del brodo i vermiciattoli che dimoravano in quelle pietanze indecenti.

La sua storia è narrata nel libro “La Resistenza rimossa – Storie di donne lombarde” di Erica Ardenti.
Ho realizzato un documento che ricorda la sua storia: [see google doc]

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